Design, quando l’arte abbraccia la tecnica

Tra colori ed etimologia, il design è l’equilibrio tra forma e contenuto

Sembra un semplice inglesismo, ciononostante la parola “design” cela un significato particolarmente complesso. Non è necessariamente artistico, eppure è un’arte. Non per forza è colorato, ma dona colore all’ambiente in cui si trova. Il design è una contraddizione, progetto. Proprio così: significa “gettare avanti”, proiettare nel futuro una creazione del presente.
Quando viene concepita una creazione di design si coniugano arte, ingegneria, produzione, stile e, non per ultime, le leggi del mercato. Dietro ogni pièce che si rispetti si nascondono studi tecnici – che hanno come oggetto misure, linee e materiali – e studi umanistici – i quali recepiscono e reinterpretano le tendenze del momento.

Design e disegno industriale: due sinonimi?

Il design viene spesso identificato con il disegno industriale, in cui il progettista crea soluzioni atte a risolvere problemi di spazio, realizzabili su ampia scala dai brand più noti. Tuttavia, questa connessione non tiene conto di un elemento fondamentale: quello della personalizzazione. Non si limita a creare prodotti standardizzati, uguali per tutti, dà vita a quei prodotti, pensati appositamente per gli ambienti che li richiedono.
È solo nella seconda metà dell’Ottocento che si inizia a concepire lo spazio come ad un elemento dotato di identità, da valorizzare con elementi dalla personalità altrettanto viva – complementi d’arredo, mobili, punti luce. Ci troviamo nella prima esposizione universale della storia, la Great Exhibition di Londra, dove viene raccolta una considerevole quantità di oggetti di uso comune. Tutti i paesi del pianeta comparano le propri suppellettili, evidenziandone differenze e caratteristiche comuni. È il primo passo che avvicina il disegno proprio della prima Rivoluzione Industriale al mondo dell’arte. Con il movimento Bauhaus, nato in Germania dei primi anni del Novecento, Il concetto di design si fa più concreto: le Belle Arti acquisiscono una propria autonomia, lasciando respiro al neonato ramo tecnico e artistico.

Gli anni ’70, l’apoteosi del design tricolore

Intorno agli anni ’70 l’Italia entra prepotentemente nell’Olimpo dello stile, facendo della sua progettazione un vero e proprio marchio di lusso, il Made In Italy. Per la prima volta nella storia non viene valorizzato unicamente il prodotto, ma anche le qualità della sua realizzazione, la cura dei dettagli, la fantasia delle forme e del disegno, la durevolezza. In questi anni d’oro del design fa capolino la Collezione Bonetto, con le sue creazioni classiche e gli aggregabili, nati per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più giovane e giovanile.

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